PDF Stampa E-mail

sole

 
PDF Stampa E-mail

agricoltura4                                     
A luglio fiammata delle quotazioni del frumento tenero sui mercati finanziari

Nel mese di luglio sui mercati finanziari le quotazioni del frumento tenero sono lievitate del 40 %, raggiungendo il massimo livello da più di un anno a questa parte. Per trovare in passato un tale incremento su base mensile, occorre risalire addirittura al 1973. Lunedì 2 agosto sul mercato a termine di Chicago un bushel di grano (circa 25 kg) per consegna a settembre valeva 6,93 dollari, il livello più alto da giugno 2009. Calcolato sulla tonnellata, l’aumento nel solo mese di luglio è stato di oltre 70 dollari (da 183 a 254 dollari/ton). Altrettanto elevato l’aumento registrato da EuroNext, il mercato a termine di Parigi, dove una tonnellata di grano tenero oggi vale 198 euro, per consegne in agosto, mentre il 1° luglio era quotata 140 euro. Il decollo verticale del prezzo del grano si sta realizzando sotto la spinta delle preoccupazioni per l’esito dei raccolti nei Paesi del Mar Nero, colpiti da forti ondate di calore e da una prolungata siccità, in particolare in Russia. Nella parte occidentale di questo Paese, ma anche in Ucraina e in alcune regioni del Kazakistan, le temperature record (oltre 40 gradi) e la mancanza di precipitazioni stanno avendo conseguenze drammatiche per le colture cerealicole. In Russia si profila una riduzione del raccolto di frumento di oltre il 25% e complessivamente nell’area potrebbero venire a mancare oltre 30 milioni di tonnellate di cereali. Mentre il prezzo del grano tenero corre, per il grano duro il mercato non sembra volersi svegliare. Paradossalmente, se la tendenza dovesse continuare al ritmo attuale, a breve il frumento tenero potrebbe costare più del grano duro. Nel controllo dei prezzi di quest’ultimo, le importazioni stanno giocando un ruolo fondamentale. I molini si sono già approvvigionati acquistando prodotto estero a basso costo e nuove importazioni sono previste per agosto-settembre. (5/8/2010)

 
PDF Stampa E-mail

sit-in a romaprotestaquadsit-in a roma
Continua la mobilitazione di Confagricoltura: ieri sit-in davanti al Parlamento

Dopo le due grandi manifestazioni nazionali, a Cremona il 22 luglio e a Napoli il 26 luglio, con la partecipazione di decine di migliaia di agricoltori provenienti da tutte le regioni d’Italia, Confagricoltura ha organizzato ieri un sit-in dei propri associati a Roma, in piazza Montecitorio, in occasione della votazione finale della manovra economica alla Camera dei deputati. Sono infatti mancate adeguate risposte su temi fondamentali come la sospensione delle multe per le quote latte, la fiscalizzazione degli oneri sociali nelle zone montane e svantaggiate, i fondi per il settore bieticolo-saccarifero, le agevolazioni per il gasolio agricolo, i certificati verdi. Durante il sit-in di fronte al Parlamento hanno espresso solidarietà agli agricoltori di Confagricoltura il ministro delle Politiche agricole Galan, il presidente dell’Udc Casini, il segretario e il vicesegretario del Pd Bersani e Letta, il sottosegretario alle Politiche agricole Buonfiglio. Attestati di vicinanza sono giunti anche da numerosi altri parlamentari dei vari schieramenti politici. Da piazza Montecitorio il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha lanciato un monito fermo e inequivocabile: “Noi chiediamo solo quello che è stato dato agli altri, niente di meno e niente di più. O meglio, in più chiediamo il rispetto che si deve a gente onesta, che si alza la mattina e lavora per la sua famiglia, la sua impresa e la terra del suo Paese. Un rispetto che ci viene negato perché nei ragionamenti di una certa politica, quella che irride le persone, l’agricoltura conta meno di un call center”. Di fronte all’approvazione di una manovra che delude tutte le attese degli agricoltori, l’unica strada percorribile per tentare di riequilibrare la situazione è, secondo Vecchioni, un decreto di urgenza che recepisca le richieste del mondo agricolo. “Se ciò non avverrà – ha proseguito - ci sentiremo sciolti da ogni vincolo, contratto in tempi di campagna elettorale a fronte di impegni precisi, e ci sarà almeno un milione di voti in libera uscita con cui qualcuno dovrà fare i conti”. Se non verrà affrontata, con la dovuta attenzione, la “questione agricola”, il presidente Vecchioni ha avvertito che la mobilitazione proseguirà, preannunciando un autunno altrettanto caldo. “Se sarà necessario – ha precisato Vecchioni - saliremo sui trattori e faremo quello che sono stati costretti a fare gli agricoltori francesi in difesa dei loro diritti. Pretendiamo che l’agricoltura faccia parte del sistema economico a pieno titolo, perché le imprese agricole danno lavoro a un milione e 400 mila persone e producono quasi il 16 per cento della ricchezza del Paese”. (29/7/2010)

 
PDF Stampa E-mail

 

Sondaggi

Il sito ti è sato utile ?
 

Chi è online

 2 visitatori online