P R I M A P A G I N A:  le notizie

 
PDF Stampa E-mail
y_news sciopero tir
Sciopero Tir: crollate del 40 per cento le consegne di prodotti agroalimentari deperibili

La circolazione stradale sta tornando verso la normalità anche in Piemonte, una delle regioni più penalizzate dai blocchi operati dagli autotrasportatori e dove la protesta è stata tragicamente segnata da un incidente mortale tra i manifestanti. Confagricoltura, sebbene non sia insensibile ai motivi della protesta, legata alla questione cruciale dei rincari energetici che interessa anche il settore primario, ritiene inaccettabile un’azione così radicale, che ha avuto pesanti riflessi su tutti i settori produttivi, a cominciare da quello agroalimentare, già duramente provato dalla congiuntura. La conferma delle gravissime perdite che l’agricoltura ha subito dallo sciopero degli autotrasportatori arriva dai dati raccolti da Confagricoltura nel settore della distribuzione: si stima che, a livello nazionale, sia stato consegnato ai punti vendita della grande distribuzione organizzata circa il 60 per cento del quantitativo medio abituale di prodotti deperibili, come ortofrutta, carne e formaggi. In altre parole, un calo del 40 per cento dovuto ai blocchi stradali che impedivano agli agricoltori di trasferire le loro produzioni dalle aziende ai mercati e, in alcuni casi, anche alle aree di stoccaggio dotate di celle frigorifere. Mancate vendite e mancati guadagni che si sono ripercossi direttamente sulle imprese agricole, la cui produzione è deperita fino a dover essere distrutta, oltretutto con gravi problemi e costi di smaltimento. Al conto vanno poi aggiunte le giornate di lavoro perse dagli operai agricoli e dell’industria agroalimentare che si è dovuta fermare per mancanza di materia prima. Confagricoltura stima che, dall’inizio del blocco dei Tir, la perdita complessiva superi le 500 mila giornate di lavoro, pari a 30 milioni di euro di retribuzione. Tutto ciò, in un quadro generale già estremamente critico per l’agricoltura, che sta subendo le conseguenze di una manovra pesantissima senza, al momento, misure di sviluppo destinate a risollevare il settore.(27/1/2012)
 
PDF Stampa E-mail
agricoltura5
Il caro carburante schiaccia i bilanci aziendali e favorisce speculazioni sui prezzi

Con il prezzo della benzina che vola verso i 2 euro al litro, i contraccolpi sui bilanci delle imprese agricole diventano insostenibili. Inoltre, questi rincari record, seppur destinati inevitabilmente a pesare sull’inflazione, potrebbero, come spesso è accaduto, essere presi a giustificazione di immediati rialzi dei prezzi al consumo degli alimentari freschi, come l’ortofrutta e le carni, il cui trend è invece in calo. Sotto il profilo dell’attività aziendale, già a fine novembre un’indagine Ismea registrava tra gli agricoltori notevoli preoccupazioni imputabili alla dinamica dei costi di produzione e soprattutto al proseguimento delle tensioni sui prezzi dei carburanti. A ottobre 2011, rispetto al corrispondente mese dell’anno prima, i costi agricoli per i carburanti avevano avuto un incremento del 7,6%. Ora è arrivata la nuova raffica di rincari, che aggrava una situazione già oggettivamente insostenibile per le aziende agricole e pone seriamente a rischio le coltivazioni e gli allevamenti. Il settore primario ha necessità di un fabbisogno di oltre 2 milioni di tonnellate di gasolio, soprattutto per le attività che necessitano di riscaldamento nei periodi invernali, come le serre. Il problema riguarda anche gli allevamenti e le lavorazioni meccaniche dei terreni, specie dove si rende necessario un consumo aggiuntivo di gasolio per l’inaridimento causato dalla siccità. Gli agricoltori hanno la possibilità di usufruire di una quota di carburante agevolato, ma con i prezzi del gasolio in continua escalation la riduzione di accisa risulta inadeguata. Oltretutto, per poter usufruire dell’agevolazione, i produttori sono tenuti a svolgere una serie defaticante di adempimenti burocratici. Da qui la proposta di Confagricoltura di affiancare all’attuale regime agevolato un meccanismo che dia alle imprese agricole la possibilità di applicare il sistema di agevolazione anche tramite crediti di imposta in compensazione, collegato al metodo attuale di calcolo del fabbisogno di gasolio agricolo per ettaro e per coltura. Il nuovo sistema proposto, opzionale per i beneficiari, non determinerebbe un aggravio di spesa a carico dell’erario, ma consentirebbe una notevole semplificazione amministrativa. (18/1/2012)

agricoltura2

 
PDF Stampa E-mail
coscia_al agroenergie2
Gian Paolo Coscia
Presidente Confagricoltura Piemonte

Non penalizzare gli impianti a biomasse per non perdere gli investimenti nelle agroenergie
“Corriamo ancora una volta il rischio di cadere nell’errore di dedicare risorse per l’avvio di settori produttivi strategici per il futuro del Paese e per il raggiungimento degli obiettivi ambientali indicati dall’Europa, come nel caso delle energie da fonte rinnovabile, per poi cancellarli con un colpo di spugna, procurando enormi danni alle imprese agricole, a quelle industriali e all’occupazione”. Lo ha affermato Gian Paolo Coscia, presidente di Confagricoltura Piemonte, a commento del provvedimento volto ad individuare le aree inidonee all’installazione di impianti a biomasse, attualmente in via di definizione da parte della Regione. A questo proposito, Confagricoltura Piemonte, in un documento congiunto con Confindustria Piemonte e Confapi Piemonte indirizzato ai competenti Assessorati regionali, ha evidenziato come il provvedimento, nella versione attualmente nota, possa pregiudicare lo sviluppo in Piemonte dello sfruttamento delle biomasse come fonte rinnovabile, in contrasto con le previsioni normative comunitarie e statali. Infatti, le imprese che operano nel settore sarebbero colpite in maniera decisamente negativa a causa delle forti limitazioni proposte, che frapporrebbero barriere difficilmente superabili allo sviluppo di filiere produttive locali, scoraggiando gli investimenti per la produzione e l’utilizzo delle biomasse, con conseguenti effetti negativi per l’economia di estesi territori. Per queste considerazioni, le tre Organizzazioni imprenditoriali hanno chiesto alla Regione di ritirare la proposta di provvedimento, ritenendo che la materia trattata debba essere più opportunamente affrontata all’interno dello specifico strumento di pianificazione regionale che dovrà essere adottato per programmare il raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia da fonte rinnovabile.(18/1/2012)
agroenergie
 
PDF Stampa E-mail

uova1 galline ovaiole

Dal 2012 in vigore l’obbligo di modificare le gabbie per l’allevamento di galline ovaiole

Con il prossimo gennaio entrerà in vigore la normativa europea che sancisce l’obbligo di modificare le gabbie per galline ovaiole in tutti gli allevamenti avicoli. Ad oggi, in Piemonte, gli allevamenti non ancora a norma oscillano fra il 30 e il 40 per cento, ma è probabile che molti di questi ultimi abbiano aderito al programma di adeguamento degli impianti approvato con decreto ministeriale, che accorda alle aziende che vi aderiscono volontariamente un termine di 36 mesi per conformarsi ai nuovi obblighi, fornendo una dettagliata documentazione circa gli investimenti programmati. Le uova prodotte in questo ulteriore periodo dagli allevamenti con gabbie convenzionali saranno destinate esclusivamente al mercato interno e non potranno essere esportate. “Gli allevatori stanno facendo il possibile per rispettare la scadenza prevista – ha dichiarato Oreste Massimino, presidente della sezione avicola di Confagricoltura Piemonte – ma in questo momento devono far fronte a molte difficoltà. Si stima che il costo della conversione sia di circa 30 euro per spazio concesso ad ogni gallina”. Le gabbie modificate devono infatti avere uno spazio minimo di 750 centimetri quadrati per ogni capo allevato. Le alternative alle gabbie modificate restano l’allevamento a terra, in voliera o all’aperto. I costi di produzione delle uova nei sistemi di allevamento alternativi aumenteranno significativamente, a fronte di un previsto calo di produzione. “Ci auguriamo – ha aggiunto Massimino – che la diminuzione di offerta possa portare benefici a livello di prezzo, posizionandosi su quotazioni adeguate per compensare le spese sostenute”. (2/12/2011)

 
PDF Stampa E-mail

cascine foto3

Con il decreto “milleproroghe” probabile rinvio per l’accatastamento dei fabbricati rurali

All’ordine del giorno della riunione del Consiglio dei ministri prevista per oggi risulterebbe iscritto il decreto legge “milleproroghe”, che dovrebbe contenere, tra le altre misure, anche il rinvio al 31 gennaio 2012 del termine per la presentazione delle domande per l’attribuzione delle categorie catastali A/6 per i fabbricati abitativi e D/10 per i fabbricati ad uso strumentale, al fine del riconoscimento della loro ruralità. Se la proroga sarà confermata, saremo in presenza di un primo segnale di attenzione del Governo per le imprese agricole, che diversamente non sarebbero in grado di assolvere all’obbligo di legge, data la ristrettezza dei termini fissati al 31 dicembre dal decreto “salva Italia”. Confagricoltura ribadisce che l’impianto della manovra va comunque rivisto, dal momento che in pratica attua una duplicazione di imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito è già ricompreso in quello dei terreni e che per gli agricoltori equivalgono a mezzi di produzione, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di mezzo milione di aziende agricole sotto i 20 ettari, che verranno escluse dalla capacità di dar reddito alle famiglie di chi le conduce. Ma saranno a rischio anche le imprese più grandi e più strutturate, perché gli ulteriori sacrifici si sommano a un quadro critico che perdura da anni e a una globalizzazione non governata. Per questo Confagricoltura aveva chiesto che fosse varata una manovra che non puntasse solo a far cassa, ma desse prospettive di sviluppo, favorisse l’esportazione e rilanciasse i consumi. Invece, la manovra, così com’è stata approvata, brucia il 10% del valore aggiunto prodotto in agricoltura, innescando una vera emergenza sociale oltre che economica.(23/12/2011)

 

 
PDF Stampa E-mail

 

Sondaggi

Il sito ti è stato utile ?
 

Chi è online

 1 visitatore online