
 Confagricoltura Donna: svolta l’Assemblea di Alessandria, convocata quella del Piemonte
Confagricoltura Donna Alessandria ha riunito la scorsa settimana la propria Assemblea annuale nella Cascina Bigliona a Terranova, nei pressi di Casale Monferrato. L’incontro ha offerto alle associate presenti l’occasione per proporre, discutere e vagliare programmi e iniziative del sodalizio. Nella sua relazione, la presidente Maria Teresa Bausone ha illustrato i numerosi progetti portati a termine nel corso del 2012-2013 e ha prospettato nuove attività da intraprendere nel prossimo futuro. Vivo compiacimento per i traguardi conseguiti dall’Associazione nella sua decennale, intensa attività è stato espresso da Luca Brondelli di Brondello, presidente di Confagricoltura Alessandria. Nel pomeriggio di giovedì 23 maggio, nella Tenuta Cerello di Chivasso, si riunirà invece l’Assemblea delle associate di Confagricoltura Donna Piemonte, convocata dalla presidente Maria Teresa Melchior. Al termine dei lavori assembleari, il professor Pietro Piccarolo, presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino presenterà alle convenute il volume “Cavour e l’agricoltura nel periodo risorgimentale”, edito dalla stessa Accademia. (21/5/2013) |
 Emergenza cinghiali e caprioli: occorrono efficaci misure di contenimento della fauna
In tutta la regione crescono preoccupazione e malcontento tra i produttori agricoli a causa degli ingenti danni provocati alle coltivazioni dagli ungulati, in particolare da cinghiali e caprioli. Nelle Langhe, come è ormai consuetudine da qualche anno, specie in vicinanza di zone boschive, i caprioli si cibano dei germogli della vite e dei piccoli frutti, rovinando anche le giovani piante con lo sfregamento del palco. Analoghi danni si registrano in altre zone collinari, particolarmente nell’Acquese e nell’Ovadese. Per richiedere interventi di limitazione del numero di caprioli e cinghiali, Confagricoltura e Cia di Alessandria hanno indetto per lunedì 13 maggio, alle ore 10,30 in via Savonarola 29, una conferenza stampa per presentare un’iniziativa di raccolta di firme che coinvolga anche i cittadini. Ad avviso di Confagricoltura Piemonte, è indispensabile ristabilire un equilibrio nella presenza dei selvatici nelle nostre campagne. Sono necessari quindi interventi selettivi, volti a contenere la proliferazione della fauna selvatica e a limitarne la presenza alle sole specie autoctone. In questa direzione si è mossa la Giunta della Regione Piemonte, che lunedì scorso ha approvato nuove linee guida per la gestione e il prelievo dei cinghiali, impartendo precise indicazioni operative alle Province. (10/5/2013) |
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Enrico Letta Nunzia De Girolamo Confagricoltura condivide i principali punti cui il Governo Letta intende dare priorità
Il nuovo Esecutivo guidato da Enrico Letta si presenta determinato e con un programma ben definito, ma ha davanti a sé un compito estremamente difficile, viste le attese del Paese e la situazione di prolungato stallo di questi mesi, che non ha giovato né all’economia, né agli animi. Alcuni episodi di questi ultimi giorni sono un segno evidente della tensione sociale presente e della delicatezza del ruolo del nuovo Governo. Confagricoltura ha mostrato da subito apprezzamento per le linee programmatiche dichiarate dal presidente del Consiglio e condivide i punti cui il Governo vuole dare priorità. Tra questi, alcuni a cui Confagricoltura tiene particolarmente: una riduzione della pressione fiscale, che non trascuri il settore agricolo e quindi sia applicata anche ai fabbricati rurali e ai terreni agricoli; agevolazioni per il lavoro ai giovani; sostegno alle imprese e supporto alle politiche di aggregazione, di internazionalizzazione e all’export, fondamentale in questa fase dell’economia europea e mondiale; una nuova legge elettorale per garantire al Paese la stabilità necessaria, di cui tutti, anche le aziende, hanno bisogno; la riduzione del numero dei parlamentari e la semplificazione della macchina amministrativa dello Stato; un legame sempre più forte e disteso con l’Europa, da cui non si può prescindere e che è fondamentale anche per il settore agroalimentare: della Pac, infatti, deve tenere conto la politica agricola di ogni Paese appartenente all’Unione. Confagricoltura ha manifestato apprezzamento anche per la squadra di ministri e sottosegretari di cui il presidente Letta si è circondato e ha dichiarato piena disponibilità a costruire un rapporto di reciproca fiducia e collaborazione con il nuovo ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo. Un ministro politico, elemento di discontinuità con il passato, e capace di interloquire con tutta la compagine ministeriale e con i partiti. Confagricoltura si attende da questo Esecutivo un rinnovato ascolto delle componenti sindacali, spesso carente nei precedenti Governi. E’ importante mettere in atto azioni strategiche, concertate e di ampio respiro, a vantaggio del settore e dell’intero sistema economico. (10 maggio 2013) |
 Academy di Confagricoltura: il ruolo dei corpi intermedi alla luce dell’esito elettorale
Si è svolta mercoledì 24 aprile a Roma la terza edizione dell’Academy di Confagricoltura, che ha proposto una riflessione su “Rappresentanza, Responsabilità, Fiducia – Esito elettorale, Imprese e corpi intermedi”. E’ stata l’occasione per un approfondito confronto sulla situazione politica ed economica in cui l’Italia si trova, con un’attenzione particolare al nuovo scenario in cui operano i corpi intermedi e le associazioni. Attraverso la lettura dei mutamenti avvenuti con le ultime elezioni, le loro cause e i loro effetti, sulla scorta di cifre e analisi si sono individuati i punti di “non ritorno” nel campo delle relazioni tra istituzioni ed interessi e di nuova posizione delle organizzazioni di rappresentanza verso i propri associati. L’indagine commissionata da Confagricoltura a Ipsos e presentata dal suo presidente Nando Pagnoncelli, volta a valutare il “sentiment” degli imprenditori agricoli e le loro aspettative, ha descritto un campione di imprese preoccupato più del resto della popolazione per la crisi che stiamo attraversando: due imprese su tre ritengono che il peggio debba ancora arrivare e il 16% delle imprese associate ha pensato in questi mesi all’ipotesi di chiusura dell’attività. Più ottimistica la visione del futuro a medio termine, ma con precise priorità su cui le imprese devono puntare (qualità, green economy, innovazione, crescita dimensionale) e con altrettanto decise richieste verso l’associazione (servizi per lo sviluppo, lobby efficace, supporto a progetti economici). Roberto D’Alimonte, docente dell’Università Luiss di Roma, ha posto in evidenza il cambiamento dei comportamenti dell’elettorato in questo 2013 e le cause della paralisi politica. Tutto ciò con lo sguardo rivolto al futuro, cercando di individuare le possibili innovazioni istituzionali ed elettorali per ridare efficienza al sistema politico e per recuperare il rapporto con i corpi intermedi. I noti giornalisti Giuliano Ferrara e Antonio Polito hanno individuato le cause remote e prossime dell’attuale quadro e quello che politica e imprese possono fare per rimettere in moto il Paese. Approfondito anche il nuovo profilo dell’elettore italiano, molto meno fedele di un tempo, raggiunto da messaggi diversi con tecniche diverse, più informato ma più disorientato. Sono intervenuti poi importanti esponenti delle organizzazioni di categoria per tracciare il quadro di quello che potrebbe essere il futuro della rappresentanza e il ruolo dei corpi intermedi. L’esigenza di rinnovamento è comune a tutte le organizzazioni, com’è emerso durante la tavola rotonda moderata dal giornalista Nicola Porro. L’Italia ha un costo del lavoro tra i più alti in Europa con i salari più bassi, non riesce a modernizzare il proprio sistema istituzionale, impiega anni per promulgare leggi già vecchie, ha una pubblica amministrazione incapace di rispettare persino i contratti sottoscritti. Ha bisogno, dunque, di una stretta su moralizzazione, diritti e doveri. Queste per Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria, Giuseppe Roscioli, presidente di Confcommercio Roma, e Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, le principali problematiche del Paese. Oggi la priorità è l’Italia e quel che va bene per il Paese va bene per le imprese, ha sottolineato Regina. Gardini, invece, ha ribadito l’importanza dei corpi intermedi, che sono determinanti se sanno interpretare il loro ruolo nel contesto in cui sono attivi. Anche per Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, nell’attuale contesto i corpi intermedi sono chiamati e tenuti a porsi come punto di riferimento e ad interrogarsi sul loro ruolo nell’ambito di processi decisionali che facciano affidamento sul contributo della rappresentanza. “Il mondo agroalimentare – ha osservato – ritiene che vi sia uno scarso interesse da parte del mondo politico, istituzionale e dei media verso le imprese agricole, ma anche i cittadini appaiono distanti. Nonostante ciò, l’agricoltura resta un settore fondamentale per il nostro sistema economico e per questo bisogna guardare al futuro con fiducia: proprio la fiducia, insieme ad un’azione responsabile, consente quella rappresentanza efficace che i corpi intermedi possono garantire”. (3/5/2013) |
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